Partito di Alternativa Comunista

2 dicembre: ripartiamo dallo sciopero

2 dicembre: ripartiamo dallo sciopero!

 

 

 

Dipartimento sindacale del Pdac

 

 

Venerdì 2 dicembre, dopo anni di scioperi divisi e organizzati in date diverse talvolta a distanza di pochi giorni, le organizzazioni del sindacalismo di base hanno proclamato unitariamente lo sciopero nazionale di tutte le categorie pubbliche e private: crediamo che la convergenza su un’unica data delle sigle del sindacalismo combattivo sia già di per sé un elemento positivo e valorizzante che caratterizzerà questa importante giornata di lotta.
Dallo scoppio della pandemia fino ad oggi, abbiamo assistito a un drastico peggioramento delle condizioni di vita di milioni di persone tra lavoratori, pensionati, studenti e disoccupati. Dal governo guidato da Giorgia Meloni non dobbiamo aspettarci altro che inasprimento della repressione (vedi Dl anti-rave), attacco ai diritti civili e politiche antioperaie (come dimostra anche la Legge di Bilancio ora in discussione). Al contempo, dobbiamo ribadire che questi ennesimi attacchi alla classe lavoratrice sono in totale continuità con le politiche dei precedenti governi Conte 1 e 2 e Draghi: dai Decreti Salvini, che hanno prodotto centinaia di denunce penali ai lavoratori in lotta, all’eccidio di Stato consumatosi durante la Pandemia; dallo sblocco dei licenziamenti che ha lasciato per strada migliaia di operai (ex Gkn, Whirlpool, ex Ilva ecc.), al ripristino della riforma Fornero delle pensioni; senza dimenticare la lotta dei lavoratori Alitalia che hanno subito il più grande licenziamento di massa del 21° secolo!
Questo governo, insediatosi con la sua «dote» di elementi reazionari peculiari dell’estrema destra, come maschilismo, razzismo e omobitansfobia, deve le sue fortune politiche al costante e incessante attacco alla nostra classe perpetrato da partiti liberali (Pd) e populisti (M5s), spesso sostenuti da partiti riformisti (Sinistra italiana e Leu). Partiti che oggi ostentano ipocritamente la loro indignazione ma che ieri erano col camice imbrattato di sangue dietro al banco della macelleria sociale!
Le direzioni dei sindacati confederali (Cgil di Landini in testa) hanno costantemente sostenuto Confindustria e i governi succedutisi in questi anni, vale a dire i nostri carnefici. Di fronte a un quadro apocalittico, dove l’impennata del carovita ha ridotto al lumicino il potere d’acquisto dei lavoratori e le crisi ambientale, sanitaria ed economica generate dal capitalismo continuano ad abbattersi con ferocia sulle masse popolari, i burocrati fautori della concertazione, sordi e ciechi di fronte alle sempre più drammatiche condizioni di vita dei lavoratori che dovrebbero rappresentare, non solo non chiamano alla lotta e alla mobilitazione, ma persistono con rinnovi contrattuali al ribasso. Nel rinnovo del Ccnl gomma-plastica verranno riconfermati il welfare aziendale (a danno della sanità pubblica e delle già misere pensioni dei lavoratori) e il meccanismo di «(non) adeguamento» salariale legato all’indice Ipca (che non computa i costi energetici, come se questi non fossero determinanti e centrali nel costi che devono sostenere gli operai) e la tregua sindacale (vietato scioperare durante i rinnovi del Ccnl!). Nel rinnovo del Ccsl del gruppo Stellantis, dopo l’introduzione dello straordinario comandato, vogliono introdurre la flessibilità gestionale (per il padrone) di disporre anche giornate di 12 ore lavorative! E la storia ci insegna che in Italia Fiat ha sempre fatto da apripista dello sfruttamento verso tutta la classe operaia. Nella scuola è stata firmato, senza nemmeno un’ora di sciopero, il rinnovo della parte economica del contratto che prevede ben… 40 euro netti in più al mese!
Mentre milioni di persone vivono di stenti, la sanità pubblica è stata letteralmente massacrata da tagli miliardari, la scuola pubblica è ridotta a classi pollaio in edifici fatiscenti e utilizzata come strumento del padronato per educare i giovani alla subordinazione al capitale (mandandoli anche a morire nelle fabbriche con l’alternanza scuola/lavoro), i governi borghesi di tutto il mondo drenano flussi di denaro a 9 zeri nelle tasche di banchieri e industriali.
Alternativa comunista sostiene lo sciopero del 2 dicembre e sarà al fianco dei lavoratori in lotta. Facciamo appello alla più ampia unità delle lotte, partendo proprio da questa giornata di sciopero nazionale di tutte le categorie e in tutti i territori proclamato dal sindacalismo conflittuale. Una giornata che dovrà fare da spinta propulsiva a un percorso di espansione e radicalizzazione delle lotte: per questo è importante aderire allo sciopero di venerdì 2 dicembre e partecipare alle manifestazioni organizzate in diverse piazze d’Italia. Avanti così, lotta dopo lotta, sciopero dopo sciopero, fino a quando non riusciremo e cacciare tutti i governi borghesi, liberandoci da questo sistema criminale che affama i popoli e avvelena il pianeta per arricchire una minoranza di miliardari!

 

 

 

 

 

 

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